RICETTIVITÀ NEL SANNIO, MENO HOTEL IN CINQUE ANNI E CRESCITA MODERATA DEGLI AFFITTI BREVI

Negli ultimi cinque anni il sistema della ricettività nel Sannio ha mostrato segnali di trasformazione lenta e non sempre omogenea. Il numero degli alberghi tradizionali ha registrato una contrazione significativa, con una riduzione complessiva stimata intorno al 18%, passando da una rete diffusa di strutture medio-piccole a un’offerta più frammentata e concentrata. A incidere sono stati soprattutto l’aumento dei costi di gestione, la difficoltà nel reperire personale qualificato e una domanda turistica spesso stagionale, che ha reso meno sostenibile il modello alberghiero classico. Parallelamente, il numero dei posti letto alberghieri è diminuito di circa il 15%, segnale di una perdita di capacità ricettiva che non è stata completamente compensata da altre tipologie.
Sul fronte degli affitti brevi, la crescita c’è stata ma con ritmi contenuti rispetto ad altri territori del Mezzogiorno. In cinque anni l’aumento delle unità registrate si attesta intorno al 22%, una percentuale che indica un’espansione graduale e non esplosiva. Anche i posti letto offerti attraverso questa formula sono cresciuti in modo moderato, con un incremento stimato del 25%, concentrato soprattutto nei centri storici e nei comuni a maggiore attrattività culturale ed enogastronomica. La permanenza media dei turisti resta piuttosto bassa, con un aumento limitato, pari a circa il 5%, segno che il territorio fatica ancora a trattenere i visitatori per soggiorni più lunghi.
Nel complesso, la ricettività extra-alberghiera rappresenta oggi poco più del 40% dell’offerta totale, mentre cinque anni fa si fermava intorno al 30%. Un cambiamento che riflette nuove abitudini di viaggio, ma che non ha ancora prodotto un vero salto di qualità in termini di flussi turistici complessivi, cresciuti solo del 7% nello stesso periodo. Il quadro che emerge è quello di un territorio in transizione, dove il calo degli hotel non è stato bilanciato da una crescita sufficientemente robusta degli affitti brevi, rendendo evidente la necessità di strategie più incisive per valorizzare il potenziale turistico del Sannio.
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