AVELLINO SCALO: QUANDO UNA STAZIONE RIPARTE E DIVENTA COMUNITÀ
Per anni la Stazione Ferroviaria di Avellino è stata un luogo di passaggio mancato, uno spazio sospeso in cui il tempo sembrava essersi fermato. Binari silenziosi, sale vuote, una funzione smarrita. Con Avellino Scalo, però, quel vuoto si è trasformato in possibilità. Il progetto è firmato da Visit Irpinia, startup innovativa e società benefit fondata da Alessandro Graziano ed Eugenia Lopez Snaider, che ha trasformato un’infrastruttura ferma in uno spazio vivo e produttivo. Al centro dell’hub c’è il Dopolavoro Ferroviario, un moderno Bistrot affiancato da Sosta Tecnica, caffetteria specialty che ridefinisce l’idea di sosta contemporanea in un luogo dove il treno, per ora, non arriva ed ha riattivato un’area dimenticata, restituendole un ruolo centrale nella vita urbana e immaginando la stazione non più come semplice infrastruttura, ma come spazio vivo.
Avellino Scalo è incontro, è cibo, è cultura. È un laboratorio aperto in cui convivono eventi, socialità e sperimentazione, capace di attrarre cittadini, viaggiatori e realtà creative del territorio. Qui il passato ferroviario dialoga con nuove pratiche di rigenerazione, dando forma a un modello che unisce identità locale e visione contemporanea.
La forza del progetto sta nella sua capacità di generare relazioni: tra persone, tra quartieri, tra città e aree interne. La stazione torna così a essere un nodo, non solo logistico ma umano, da cui ripartono idee, energie e percorsi condivisi. Avellino Scalo dimostra che anche i luoghi “fermi” possono rimettersi in moto, se attraversati da una visione capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.